Secondo la piu' antica tradizione fiorentina, la doratura cosiddetta "a guazzo" viene eseguita applicando le foglie d'oro o argento sulla cornice precedentemente trattata con una sottile pasta composta da colla di coniglio e gesso finissimo, detta volgarmente "ammannitura".
Su questa base si applica una soluzione argillosa detta "bolo" e, successivamente, una preparazione a base di colla di pesce.
Le foglie d'oro o argento vengono adagiate sulla cornice cosi' preparata e premute mediante un batuffolo di cotone.
Una piccola curiosita': si dice che gli antichi doratori fossero soliti usare un pettine in pelo di visone che ungevano tra i capelli allo scopo di attrarre la foglia d'oro.
L'operazione successiva consiste nel levigare l'oro (o l'argento) sfregandovi ripetutamente pietre d'agata di varie forme e misure, operazione che deve essere eseguita con tanta energia quanta delicatezza, in quanto un'eccessiva o errata pressione potrebbe far "saltare" l'ammannitura sottostante.
Un'attenta rifinitura esalta la plasticità dell'intaglio donando all'oro riflessi suggestivi e luminosi.